Alcune note :

Benvenuti nel sito di Pino Gadaleta. L' obiettivo del sito e' quello tra l' altro di avere informazioni sul ceppo Gadaleta e di passare ai posteri alcune informazioni in mio possesso, dopo accurate analisi di ricerca sulla storia del medioevo in Puglia e in particolar modo nella Provincia di Bari, la mia citta' ........

Tutto qui. Spero di aver fatto un buon lavoro (non ancora finito ...).

Commenti sono ben accetti.

 

 

 

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  1. II censo pagato dalla città di Napoli era, all'incirca, di 692 orice d'oro. Ai tempi di re Roberto, l'ammontare delle tasse, nel regno napoletano, era pari a 120-168 mila once d'oro.

  2. Un'oncia corrispondeva a 30 tari, un tari equivaleva a 20 grana.

  3. Un'oncia d'oro pesava circa 28 grammi.

  4. I registri della cancelleria angioina oggi non sono più consultabili, perché bruciati dalle truppe tedesche nella seconda guerra mondiale, per ritorsione ad un'azione dei partigiani napoletani.
  5. Vedi GIRELLI, Il Regno delle Due Sicilie, descritto e illustrato, vol. 1, pag. 67, s.d.

  6. La storia romanzata, con alcune inesattezze storiche, è stata scritta da CARLO DE CESARE, /Il conte di' Minewino, Napoli

  7. Vedi F. TORRACA, Giovann

  8. Vedi N. VITTO, Un episodio della feudalità nel regno angioino, Bari 1912, pag. 76.

  9. L'opera è stata poi dedicata ad Andreisca, sorella dell'Acciaioli. Vedi G. BOCCACCIO, Buccolicum Carmen, illustrata da G. Lidonnici, Città di Castello, 1914, pag. 352, nota 2.

  10. Vedi N. VITTO, op. cit., pagg. 86 e segg.

  11. Gli avvenimenti dovettero susseguirsi molto rapidamente. Il maremoto avviene nella notte del 25 novembre; il 28 novembre, il papa scrive la bolla con cui dichiara di sciogliere il consiglio di reggenza; il 29 novembre, Petrarca comunica al cardinale Colonna di aver visitato i prigionieri e il 1° dicembre segnala allo stesso cardinale che il consiglio di reggenza non ha deliberato nulla sulla liberazione dei Pipino.
    Questo può far presupporre che Clemente VI avesse già preso le sue decisioni, indipendentemente dalla liberazione dei fratelli Pipino che, invece, diventava più probabile con ladelegittimazione del potere della Corte.

  12. Niccolò Acciaioli fu armato cavaliere da re Roberto che gli affidò la tutela del quindicenne Ludovico di Taranto.

  13. Carlo d'Artois era cognato di Acciaioli avendone sposato la sorella Andreisca.

  14. Le opinioni degli storici no n sono tutte concordi sul reale svolgimento della missione di G. Pipino in Ungheria. Non è da scartare l'ipotesi, però, che il cavaliere pugliese facesse parte degli ambasciatori inviati in Ungheria dalla stessa Giovanna, per calmare le prevedibili ire di quella Corte, considerando che Pipino potesse essere relativamente credibile presso gli Ungheresi per aver sostenuto gli interessi di Andrea.

  15. In una lettera di Giovanna, si attesta l'esistenza di forti dissidi con Ludovico di Taranto, tanto che quest'ultimo, scrive la sovrana, attenta al suo "onore". La lettera è del 4 aprile 1346, ed è pubblicata per intero da G.M. MONTI, Alcuni documenti sconosciuti di Giovanna I, Samnium, voi. IV, 1936, pag. 61.

  16. Sorpresa sino ad un certo punto. Nel complesso calcolo dinastico, Roberto di Taranto poteva vantare maggiori pretese sulla corona napoletana. Sposando il minore dei fratelli, Luigi di Taranto, Giovanna eliminava una delle cause che avevano impedito a Clemente VI di dare la necessaria dispensa matrimoniale con Roberto e mitigare, così, ulteriori contrasti tra il papato e la Corte ungherese.

  17. La madre di Giovannella era Mattaleona, sorella del conte Riccardo di Fondi.

  18. Luca Savelli, insieme all'Orsini, verrà poi nominato senatore da Bertrando de Beaux.

  19. Le barbute erano elmi provvisti di setole che coprivano parzialmente le guance del cavaliere. Configuravano un cavaliere e un sergente come assistente.

  20. II privilegio è pubblicato per intero in M. CAMERA, Elucubrazioni storìco-diptomatiche su Giovanna I, regina di Napoli e Carlo III di Durazzo, Salerno 1889, pag. 189.

  21. V. TIRELLI, Un feudatario nella crisi della monarchia angioina alta metà delsecoloXIV, in "Archivio Storico Pugliese", XI (1958), pag. 141.

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